mercoledì 4 febbraio 2009

Formaggio Morlacco

Viene chiamato anche "Morlak", "Burlaco", "Burlacco", perchè sarebbero stati i Morlacchi, popolo nomade emigrato dal Mar Caspio nel XIII secolo, prima in Dalmazia e poi in Istria, a produrlo inizialmente. Alcuni rappresentanti di questo popolo si sarebbero trasferiti sul massiccio del Grappa durante il dominio della Repubblica di Venezia. Il Morlacco è un prodotto tipico degli alpeggi del Monte Grappa e viene prodotto da giugno a settembre fin dalla metà del secolo diciannovesimo; in origine era un formaggio prodotto con latte crudo sgrassato e con l'aggiunta di sale, era definito "formajo dei puareti" perchè, per il suo gusto fortemente salato, era l'ideale accompagnamento alla polenta per riempire lo stomaco degli agricoltori del tempo.

Attualmente la zona di produzione comprende l'area del massiccio del Grappa nell'intero territorio dei comuni di Borso del Grappa, Crespano del Grappa, Paderno del Grappa, Possagno, Cavaso del Tomba, (TV),  Alano di Piave, Quero, Feltre, Seren del Grappa, Arsiè, (BL), Cismon del Grappa, San Nazario, Solagna, Pove, Romano d'Ezzelino (VI).

Il Morlacco ha una forma cilindrica, diametro 30-50 cm, scalzo convesso alto 7-12 cm, il suo peso varia da 5 a 10 Kg, le facce sono piane, la crosta è appena percepibile e rigata, per effetto della sgrondatura della cagliata che avveniva all'interno delle caratteristiche ceste di vimini ed attualmente in stampi rigati. La pasta è molle, tradizionalmente bianca, con occhiature piccole, leggermente paglierina da maturo. Il suo sapore è salato, profumo intenso, che si accentua da maturo.

Il formaggio Morlacco è prodotto partendo da latte vaccino semigrasso, a pasta cruda, molle o semidura, a cagliata presamica. Il latte della mungitura serale viene fatto riposare in vasche di affioramento fino al mattino successivo, una volta separato dalla materia grassa viene posto in caldera di rame e mescolato al latte della mungitura del mattino. Viene ottenuto quindi un rapporto tra latte intero e latte scremato di 1 a 1 ma è concesso anche un rapporto superiore. Il latte viene portato ad una temperatura compresa tra i 35° ed i 40° C. Viene aggiunto il caglio e ottenuta la cagliata viene lasciata riposare per un tempo compreso tra 20 e 30 minuti, si esegue poi il taglio con una larghezza da 1 a 1,5 cm e si separa mediante tele. La salatura è a secco per 2-4 giorni, questa è ammessa anche prima della sformatura. La maturazione, per un minimo di 6 e un massimo di 15 giorni, avviene in locale dedicato appositamente. Il Morlacco non è un formaggio che sopporta l'invecchiamento e può essere conservato fuori dal contatto con l'aria, avvolto in uno strato di argilla vergine di Possagno dello spessore minimo di 3 cm, oppure immerso in sabbia di fiume lavata e mantenuta oppurtanamente umida, con questi metodi si conserva per 4-5 mesi e più. Queste sono però produzioni esclusive e non commerciali.  

martedì 3 febbraio 2009

Cosé un Cocktails

Cosé un Cocktails 

Si chiamano Cocktails tutte le bevande ottenute dalla miscelazione di due o più ingredienti il limite massimo fissato dal 
I.B.A ( International Bartenders Association ) durante il congresso del 1993, è di 5 ingredienti, comprese gocce e correzioni oltre questo limite, si rischierebbe di creare troppa confusione di sapori e aromi. 
Lo scopo da raggiungere nella creazione di un cocktail, è quello di ottenere un gusto nuovo, dall' insieme di più prodotti aventi tutti una caratteristica di gusto e colore ben definita. 
L' esempio più calzante è quello del pittore che disponendo di una tavolozza di colori base, riesce attraverso la miscelazione degli stessi, ad ottenere dei colori nuovi più o meno accentuati che vanno dalle tonalità più tenui a quelle più accentuate. Ma cosi come un pittore non miscelerebbe mai un nero con un bianco, anche per il Barman esistono delle regole di miscelazione da rispettare. Es: Alcuni distillati che mai si unirebbero armonicamente ad altri etc. 
Sempre come il pittore, che pur disponendo di soli tre colori base, riesce a creare opere d' arte con un infinità di sfumature diverse, anche il Barman, con la varietà di prodotti presenti oggi sul mercato, può dar vita a un infinità di combinazioni diverse. 
Per fare un po' più di chiarezza in questo caleidoscopico mondo del bere, si è da sempre cercato di dividere i drinks per categorie, a seconda delle varie caratteristiche costanti di taluni drinks. Ma come tutte le cose, anche i modi di bere, seguono delle mode, dettate anche dall' evoluzione del gusto. Ecco che alcune di queste categorie di drinks, sono andate scomparendo, altre sono tornate improvvisamente di moda e altre ancora resistono inesorabilmente a tutte le mode, e pur dopo 100 anni, fanno ancora prepotentemente parte dei " Best Sellers ". 
Nati negli Stati Uniti tra la fine dell' Ottocento e i primi del Novecento, tanti di loro sono le basi variate di tutta quella serie di Cocktails che vanno tanto di moda oggi nei bar di tutto il mondo, e quindi giusto e doveroso ricordarli, non solo ma anche riproporli nelle formule originali di indiscutibile successo visto che hanno fatto la storia dell' arte del miscelare. 
Durante il Convegno I.B.A del 1993, sono state codificate le più richieste ricette di Cocktails, e si è stabilito che a seconda delle loro caratteristiche specifiche, vanno suddivisi in: 
Short Drinks - Pre-dinner/After-dinners 
Long Drinks - Alcolici/Analcolici